Il vero nome del Porcellum sarebbe “legge 270 del 21 dicembre 2005”, quella che regola l’attuale sistema elettorale. È così chiamata perché il suo stesso “padre”, l’allora ministro per le Riforme Roberto Calderoli, la definì “una porcata”, storpiata poi in Porcellum in assonanza con il precedente sistema elettorale chiamato Mattarellum. Con il Porcellum si è passati dal sistema prevalentemente proporzionale, nel quale i seggi in Parlamento erano suddivisi in proporzione ai voti ottenuti, a un sistema maggioritario, in cui la coalizione che ha la maggioranza anche solo relativa dei voti (meno del 50%) ottiene comunque la maggioranza in Parlamento.

La legge Calderoli è stata contestata principalmente perché l’elettore non può più esprimere la sua preferenza per un candidato e per le norme relative al Senato: qui il principio maggioritario vale solo regione per regione, ossia chi ha più voti in una regione ottiene la maggioranza dei seggi anche se non supera il 50%. Questo può causare l’impossibilità di avere la maggioranza al Senato alla coalizione vincente a livello nazionale, se non ha prevalso in regioni chiave come Lombardia, Sicilia ecc.