Il ministro dell’Integrazione, Cécile Kyenge, vorrebbe concedere la cittadinanza a tutti coloro che sono nati su suolo italiano, quindi anche ai figli degli immigrati non naturalizzati. Si tratta del cosiddetto “ius soli”, diritto del suolo, la concessione della cittadinanza per il semplice fatto di essere nati in un Paese, anche se i genitori non sono cittadini di quella nazione. In questo momento nessun Paese europeo applica lo ius soli, per evitare abusi. La stessa Francia che si fa vanto di applicare lo ius soli concede in realtà la cittadinanza soltanto al compimento della maggiore età del figlio di immigrati e solo se è stato a lungo residente nel Paese. Negli altri Paesi vige invece lo ius sanguinis, diritto del sangue, ossia, per esempio, è cittadino italiano colui che è nato da italiani ovunque si trovi.